Author Archives: Riccardo Reina

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Sabato 26 gennaio 2019, presso il prestigioso Palace Grand Hotel di Varese, a soli 40 minuti da Milano e a poca distanza dalla Svizzera e dai Laghi Maggiore e di Como, si terrà la sesta edizione di “Tra Legno e Acqua”, il Convegno Nazionale sul Recupero e la Valorizzazione delle Imbarcazioni d’Epoca e Storiche organizzato dall’AVEV, Associazione Vele d’Epoca Verbano.

Ogni iscritto riceverà un kit congressuale, la colazione a buffet, il coffee break e il pranzo al tavolo presso il Ristorante Liberty del Palace Grand Hotel.

Posti limitati, programma e iscrizioni via Internet al seguente link https://www.veledepocaverbano.com/tra-legno-ed-acqua-2019/ . Sponsor dell’evento la Veleria Zaoli Sails, la Casa Editrice Mursia, Porrini Moda e Casa, Cromatura Cassanese, Studio Giallo & Co., Agricole Gussalli Beretta.

Patrocinatori del convegno saranno l’Università degli Studi di Genova, l’Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo, Yacht Club Italiano, FAI Fondo Ambiente Italiano, Vele Storiche Viareggio, Associazione Italiana Vele d’Epoca, Associazione Scafi d’Epoca e Classici, Gestione Navigazione Laghi, Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale.

Tra le relazioni del 6° Convegno di Barche d’Epoca quella sui segreti dell’Amerigo Vespucci, raccontati da un ufficiale della Marina Militare imbarcato sulla nave a vela più bella del mondo, il libro sulla storia dei cantieri Baglietto, la nuova Velarca del FAI-Cantiere Ernesto Riva, il restauro di Tirrenia II, splendida barca d’epoca del 1914, il portale Nautical Heritage, Albaola boat building school & San Juan, ‘Essenze lignee dal bosco alla barca’ e il recupero del battello a ruota Piemonte, varato nel 1904.

Chi lo desidera il giorno seguente il convegno, domenica 27 gennaio, potrà visitare il suddetto Piroscafo Piemonte presso il cantiere della Navigazione Laghi ad Arona, sulla sponda occidentale del Lago Maggiore.

INFORMAZIONI

www.veledepocaverbano.com

Paolo Sivelli – Direttore Esecutivo AVEV – Mob. +39 347 0124861 – E-mail: info@veledepocaverbano.com

UFFICIO STAMPA

Paolo Maccione – Mob. +39 347 4218095 – E-mail: maccione.paolo@gmail.com

Sandro Bagno – Mob. +39 339 5089835 – E-mail: bagnosandro@gmail.com

AVEV – Associazione Vele d’Epoca Verbano

L’Associazione Vele d’Epoca Verbano è nata nel 2013 con lo scopo di promuovere e tutelare le imbarcazioni storiche che navigano sul Lago Maggiore.

Numerose le iniziative organizzate fino ad oggi, dalla “Verbano Classic Regatta” al progetto di un museo-raccolta delle barche tradizionali del Lago Maggiore, dalla rinascita della “Coppa dei Laghi”, storico trofeo velico risalente al 1887, alla navigazione itinerante denominata “Vagabondi del Lago”.

Nel 2016 sono stati la prima delegazione italiana ad avere accolto l’invito di partecipare, con 5 barche in rappresentanza della marineria italiana, al Festival Marittimo di Brest, il più importante del mondo.

Sono seguite le partecipazioni alla Settimana del Golfo di Morbihan (Francia) e ai festival marittimi di Stari Grad (Croazia) e Sète (Francia).

Presso il cantiere in località Cellina (VA) i soci stanno restaurando diverse barche storiche tra le quali Tinka, cutter bermudiano in legno lungo 10 metri costruito in Inghilterra nel 1951. L’attuale presidente AVEV è il varesino Alessandro Corti.

In questi giorni le vicissitudini della Locomotiva di Momo hanno ricevuto grande attenzione da parte dei media di tutta Italia.

Questa, in breve, è la storia della Locomotiva di Momo, necessaria per chiarire alcuni punti che sono stati riportati in modo erroneo.

La Locomotiva di Momo non è situata al primo piano ma si trova al piano rialzato dello stabile con ingresso separato. La struttura è completamente insonorizzata ed è perfettamente in regola con tutte le normative vigenti e verificate: certificazione Agenzia Regionale Protezione Ambientale (ARPA), Comune di Milano, ASL, Vigili del Fuoco etc…

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Tornano gli imperdibili appuntamenti enogastronomici allo Swiss Diamond Hotel, location esclusiva a pochi minuti di auto dal centro di Lugano e allo stesso tempo immersa nella natura. Nella cornice romantica e suggestiva del Ristorante Lago, venerdì 28 ottobre a partire dalle 19 si terrà lo show culinario dello chef Gianfranco Vissani.
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Il suo percorso inizia in Umbria, terra d’origine, nella Scuola Alberghiera di Stato di Spoleto quando, come giovane studente, si fa notare per la sua particolare predisposizione in cucina e prosegue in viaggio per tutto il mondo, alla scoperta di ingredienti e spezie originali, delle tecniche di illustri chef come Ramponi, RispoliGiovanni Gavina.
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Da sempre promotore di uno stile esclusivo e allo stesso tempo concreto, equilibrio puro ed essenziale che si ispira alla perfezione, Gianfranco Vissani crea piatti dove il tocco internazionale – acquisito durante gli anni di formazione all’estero – si fonde con gli elementi della cucina tradizionale, unendo ricercatezza e alternanza genuina dei sapori. In ogni opera il pittore gourmet evoca la Memoria del Gusto: l’arte sopraffina legata intimamente al palato, alle tecniche, ai colori, alle emozioni.
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E saranno proprio le emozioni le vere protagoniste della cena del 28 ottobre al Ristorante Lago dello Swiss Diamond Hotel, elegante punto di riferimento enogastronomico oltre che per l’intero Canton Ticino, anche per il Nord Italia.
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Lo chef umbro sorprenderà gli ospiti con una percorso di degustazione indimenticabile che si apre con Battuto di scampi, cappuccino di sedano con lamelle di tartufi neri, Branzino selvaggio al rosmarino con cavolo nero e restrizione di thè nero, Ovuli con palline di olio e gelè di tartufo bianco al Sagrantino prosegue con Ravioli di burrata al basilico con persico al Cuvée Secret e Spaghetto al tè  con uva moscato, farina di papaia e crema di bottarga e si chiude Anatra al tartufo bianco, purea di carote e parmigiana di zucchine. Per concludere la serata con un dolce ricordo, Gianduia al sale e rosmarino e la tradizionale Piccola Pasticceria.

Scritto da Exc Mag

Sabato 8 ottobre per la prima volta anche a Milano: ritrovo dalle ore 18.00, partenza ore 24.00. Poi lungo la ciclabile dei Navigli: 3 ristori, arrivo ad Arona sul Lago Maggiore.
Abbiamo voluto saperne di più su questa interessante iniziativa e siamo andati direttamente dagli organizzatori che ci hanno rilasciato questa bell’intervista:
Come nasce, quando e di cosa si occupa Witoor?
Witoor nasce come Tour Operator a Londra nel 2012, per opera di Simone Dovigo. Diviene poi anche un’associazione sportiva con sede a Ferrara. Si occupa essenzialmente di eventi in bicicletta non competitivi, su lunghe o lunghissime distanze, cercando un mix tra sport e turismo che riesca a coinvolgere il pubblico più trasversale possibile.
Quali sono gli eventi di punta?
Sono due: la Rando Imperator e le Bike Night. La Rando Imperator è la prima randonnèe “europea”, perché la prima in tutta Europa ad attraversare 4 stati: Germania, Austria, Svizzera, Italia. Parte da Monaco di Baviera e termina a Ferrara passando per Bolzano, snodo fondamentale dei tre percorsi proposti (uno da 600km e due da 300km).
Le Bike Night invece sono pedalate notturne di 100km lungo le più belle piste ciclabili d’Italia, con partenza a mezzanotte dal centro di una città. Nate nel 2014 con la tappa ferrarese (200 iscritti), l’evento è poi cresciuto nel 2015 bissando Ferrara (800 iscritti) e aggiungendo la tappa di Bolzano. Nel 2016 si sono tenute cinque Bike Night: Ferrara (1450 iscritti), Bolzano (160), Udine (200), Verona (330) e gran finale a Milano (530).
Qual è lo spirito immesso nelle vostre attività e quale motivo vi spinge?
Tutto parte da una grande passione per la bicicletta, non soltanto come mezzo di spostamento o di attività sportiva, ma anche e soprattutto come il nostro modo di interpretare un viaggio: la bici la vogliamo usare sempre e ovunque, per qualsiasi tipo di spostamento. Ogni evento di Witoor è animato dal senso di avventura: vogliamo scoprire e socializzare, per noi non esiste la competizione ma soltanto l’amore per il viaggio e il territorio. Lo spirito è quello di condividere un’avventura che diventa un’esperienza memorabile in chi la porta a termine e alimenta la passione per la bici.
Com’è stato recepito l’invito ai ciclisti per la Bike Night Milano – Lago Maggiore?
Ci sono due elementi che scaldano gli animi dei ciclisti quando vengono a sapere della Bike Night: la notte e la lunga distanza (i 100km). Così è avvenuto anche per la Milano-Lago: il pubblico milanese si è subito acceso per questa particolarissima e innovativa iniziativa per Milano stessa, l’occasione per vivere la città in un momento inconsueto e di scoprire anche che cosa c’è fuori Milano. Il passaparola è stato immediato e ha radunato ciclisti di tutti i tipi, 25% donne.
Quanti sono partiti da Milano e quanti arrivati ad Arona?
Sono partiti da piazza Leonardo in 530 e sono arrivati in 515. Il percorso era piatto, adatto a tutti: chi non ce l’ha fatta si è ritirato per stanchezza o per la pioggia che ha iniziato a cadere da Sesto Calende in poi, ma i 100km è dimostrato che sono affrontabili da tutti.
Come mai avete scelto questa tratta?
Perché volevamo portare la bici di notte anche in una metropoli, per diffondere l’uso della bici in una città dove esiste una grande cultura della bicicletta ma poche piste ciclabili. Abbiamo scelto il Lago Maggiore per la bellezza del percorso cicloturistico che da Milano lungo l’alzaia del Naviglio Grande e poi quella lungo il Ticino porta fino ad Arona, località splendida con un arrivo con vista sul lago (meteo permettendo).
Arona come vi ha accolto e quali vie vi hanno autorizzato a percorrere?
L’arrivo ad Arona è stato concordato con l’amministrazione locale in Largo Vidale, per problematiche legate alla viabilità. Essendo un evento non competitivo i partecipanti sanno che devono osservare il Codice della Strada, e non potendo percorrere vie in contromano non siamo riusciti a far arrivare la Bike Night in piazza del Popolo.
Quali sono state le difficoltà logistiche, burocratiche e con il rapporto tra ciclisti e auto?
La partenza da Milano è stata logisticamente impegnativa: 500 ciclisti nel traffico milanese hanno creato qualche lieve disagio alla circolazione, ce ne scusiamo ovviamente ma allo stesso modo noi cerchiamo di sensibilizzare tutti all’uso della bici.
Avete coordinato l’accesso a zone normalmente chiuse con le amministrazioni per far vedere le bellezze dei luoghi?
Il prossimo anno cercheremo di arrivare nel cuore di Arona, per mescolare natura, arte e cultura. Tutto il percorso è stato approvato dalle amministrazioni locali, compreso il passaggio a fianco della Diga del Panperduto (concordato con il Consorzio Villoresi) e l’arrivo ad Arona. Abbiamo dovuto fare una deviazione dal percorso cicloturistico dell’alzaia del Naviglio Grande a causa di cantieri aperti o di prossima apertura da parte del Consorzio Villoresi.
Cosa ne pensa dell’attuale rapporto cittadino semplice / automobilista / ciclista?
Ciascuno di noi ha i propri diritti e i propri doveri, per cercare di muoverci più in armonia possibile all’interno delle nostre città. Crediamo che la bici debba essere sostenuta sempre di più, per mille motivi, dalla salute al benessere che trasmette, e che sia necessario dare il giusto spazio a tutti, sia alle auto che al trasporto pubblico, cercando di salvaguardare però prima di tutto la sicurezza di chi si sposta, e il ciclista in questo caso è il più esposto a rischi non essendo all’interno di un abitacolo.
Qual è il prossimo evento?
In inverno ci fermiamo per progettare la stagione 2017. Sabato 6 maggio ci sarà la nuova edizione della Rando Imperator e presto pubblicheremo il calendario delle Bike Night 2017.
Intervista di Riccardo Reina www.personalreporter.it
Molto spesso capita di imbatterci in dibattiti, la maggior parte delle volte molto accesi, tra gli utilizzatori dei Velocipedi, ovvero i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita (Titolo III – Capitolo I – Nuovo codice della strada”, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni) e i semplici cittadini.
Per convivenza civile in forma generale, s’intende il rispetto degli altri e delle regole che ci sono nella comunità, in luoghi comuni, senza ledere i diritti e la libertà altrui, avendo ben presente anche i doveri di ciascun individuo.
A tal proposito abbiamo voluto contattare chi, in Italia, rappresenta tutti gli utilizzatori dei Velocipedi o meglio, delle Biciclette.
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Giulietta Pagliaccio Presidente FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune nostre domande che possono sembrare scontate e banali ma che risultano, come abbiamo detto in apertura, molto sensibili e discusse.
1 – E’ possibile accedere a una via pedonale turistica (il corso turistico o “budello”)? 
In generale dove c’è, un cartello di area pedonale lì possono transitare anche le biciclette. Per vietarne l’accesso è necessario un provvedimento specifico del comune che, ad esempio, emette un’ordinanza e installa una segnaletica che indica biciclette a mano.
È altrettanto evidente che quando l’area pedonale è piena di persone o molto stretta, chi è in bicicletta generalmente scende o evita di passare in quel punto. Lo dico perché vorrei sfatare il mito del ciclista arrogante che vuole passare ovunque: c’è molto più buon senso di quanto non si creda.
2 – E’ possibile accedere a una via a senso unico in contromano che non abbia specifici cartelli di divieti?
Dove c’è un divieto di accesso, questo vale per tutti, biciclette comprese. Chi lo fa si assume le responsabilità del caso che può significare essere chiamati in causa per pagare i danni da eventuale incidente, ad esempio.
Tuttavia è possibile transitare in controsenso laddove il comune abbia predisposto specifici provvedimenti e apposto la segnaletica adeguata (es. classico il cartello sotto il segnale di divieto di accesso con la scritta “eccetto biciclette”)
3 – E’ possibile accedere a una via a senso unico in contromano con una specifica segnaletica di divieto?
Non esiste una specifica segnaletica di divieto: esiste il divieto di accesso e questo vale per tutti i mezzi di trasporto, compresa la bicicletta (leggi sopra). Potremmo aprire un dibattito sul fatto che il codice della strada a volte paragona la bicicletta a un mezzo di trasporto altre all’utenza vulnerabile, es. il pedone, e come tale potrebbe adottare il comportamento del pedone e quindi anche andare in una strada controsenso. Ma qui si apre un ampio dibattito che attiene alle modifiche del codice della strada.
4 – E’ possibile utilizzare i marciapiedi?
No, a meno che non sia segnalato come spazio condiviso con i pedoni (ciclopedonale). E poi c’è sempre il tema di cui sopra. Se c’è la necessità di percorrere un marciapiedi con la bicicletta, questa deve essere portata a mano (spinta).
5 – Quali sono le dotazioni e sistemi da utilizzare durante l’uso della bicicletta (sostitutivo di frecce direzionali, luci di stop e clacson)?
La dotazione minima per la sicurezza sono il campanello sempre, le luci anteriori e posteriori accese mezz’ora prima del tramonto (quando comincia a imbrunire è più semplice), qualcosa di rifrangente sulle ruote, utile nell’attraversamento (ora molti pneumatici hanno una ‘bandina’ rifrangente).
Per la visibilità nelle ore più buie è consigliabile indossare qualcosa di chiaro meglio ancora il gilet rifrangente. Per questo c’è un obbligo sulle strade extraurbane sempre mezz’ora prima del tramonto.
6 – Ove vi fosse una pista ciclabile realizzata per evitare zone d’intenso traffico o in generale pericolose (anche parallele a strade principali) è obbligatorio l’utilizzo di tali piste?
Il Codice della Strada dice che laddove esiste un percorso dedicato alle biciclette, l’utilizzo è obbligatorio. Il Codice della Strada però non tiene presente, ad esempio, che i percorsi s’interrompono spesso nel nulla o ti obbligano a tortuosi attraversamenti perché non sono lineari. E questi sono tra i motivi per cui spesso non vengono utilizzati.
7 – E’ obbligatorio fermarsi allo stop, dare precedenza ai pedoni, fermarsi in prossimità dei passaggi pedonali contestualmente all’utilizzo, dare precedenza in generale e all’interno di rotonde?
Il comportamento è uguale a quello dell’automobilista e viceversa: se ad esempio il ciclista è in una rotonda dove ha diritto di precedenza l’auto deve aspettare il passaggio della bicicletta.
8 – Qual è il numero massimo dei ciclisti formante un gruppo dopo il quale si deve essere preceduti e seguiti da autoveicoli o motoveicoli di servizio?
Quello che chiede immagino si faccia riferimento ai gruppi sportivi durante le gare. Non mi risulta ci siano obblighi di accompagnare gruppi di altro genere. E’ evidente che in caso di manifestazione molto partecipata (diciamo oltre le 100 persone) che debba transitare in luoghi particolarmente trafficati è utile il coinvolgimento delle forze dell’ordine.
Per completezza ricordiamo che la FIAB Onlus-Federazione Italiana Amici della Bicicletta è stata fondata nel 1988, attualmente è la più forte realtà associativa dei ciclisti italiani non sportivi.
Con circa ventimila soci suddivisi in 150 associazioni sparse su tutto il territorio italiano, FIAB è prima di tutto un’organizzazione ambientalista che, come riporta il suo Statuto, promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano.
Forte della presenza tra i suoi soci di numerosi esperti in campo sanitario, giuridico, urbanistico, ingegneristico e paesaggistico, FIAB è diventata, negli anni, il principale interlocutore di numerosi enti locali sull’importante tema della mobilità sostenibile.
FIAB è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale associazione di protezione ambientale (art. 13 Legge n. 349/86) e inserita dal Ministero dei Lavori Pubblici tra gli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale.
Tra le numerose iniziative, FIAB organizza ogni anno Bimbimbici, manifestazione nazionale dedicata a bambini e ragazzi e Bicistaffetta, per promuovere il cicloturismo quale volano economico del nostro Paese.
FIAB aderisce a E.C.F.-Federazione Europea dei Ciclisti. Presidente di FIAB è Giulietta Pagliaccio. Per ulteriori info: www.fiab-onlus.it
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Intervista di Riccardo Reina www.personalreporter.it
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